Gli artisti del FFF

Sin dalla sua origine, il Future Film Festival ha creato un legame forte con le arti visive, affidando ogni anno ad un nuovo artista la realizzazione di un’opera originale, che è diventata di anno in anno l’immagine-icona del FFF, cercando sinergie e assonanze tra il cinema, le arti visive e la fotografia.

“Quale artista di oggi può ignorare il variopinto immaginario sintetico? (…) Una ristretta, ma significativa, selezione di artisti che proprio non ne prescinde ce la forniscono i manifesti cui, edizione dopo edizione è stata affidata l’immagine di Future Film Festival.”

Guido Bartorelli, Docente in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Padova.

 

Luigi Presicce - Welcome Aliens

FFF2016

 


“Ho immaginato il primo incontro di Akhenaton, faraone d’Egitto nella XVIII dinastia e padre di Tutankhamon, con una ragazza terrestre: Nefertiti. Sono soli, lui mostra la sua testa spropositata, è fiero e disinvolto esibisce il bastone da sovrano dorato a strisce blu. Sulla storia di Akhenaton si intrecciano molteplici vicende fantastiche, tra cui appunto quella legata alla forma del suo cranio molto pronunciato, tanto da far pensare a una sua provenienza aliena e a un ipotetico meticciaggio tra razza aliena e terrestre. Il disegno realizzato apposta per la 18a edizione del Future Film Festival di Bologna, parte da una vecchia fotografia sbiadita in cui si vede una coppia, lui probabilmente un soldato, intenta ad amoreggiare sullo sfondo di un belvedere. Il tempo ha lavorato sulla fotografia facendo quasi sparire la testa del soldato in una mongolfiera, o simile, che si trova dietro nel paesaggio rarefatto. L’intervento pittorico sull’immagine ha reso un tutt’uno tra la testa e la mongolfiera e su questa sono sorti dei tratti somatici tipici della mia pittura, occhi stretti e naso appuntito, il tutto dorato, come il bastone ricurvo completamente dipinto a mano e fuso perfettamente nella storia di questo primo incontro tra le due razze. Welcome Aliens”
Luigi Presicce

 

Mauro Luccarini - Eat the Future

FFF2015

 

 

Studio Croma - Flying Man

FFF2014

Nel 2014 l’opera-simbolo del Future Film Festival è Flying Man, il protagonista della sigla del FFF che, in una città futuribile, tenta di volare ma le cose non gli vanno esattamente come previsto. Durante la lavorazione della sigla, nello studio che è in una cantina di Bologna, abbiamo notato questo character e abbiamo pensato che ben incarnava quello spirito un po’ disincantato con il quale guarda il paesaggio futuribile in cui è inserito. Lo Studio Croma è composto da giovanissimi ragazzi che hanno la passione per l’animazione e la stop-motion. Classe 1991, Giacomo, Matteo e Guglielmo hanno frequentato il Liceo Artistico di Bologna F. Arcangeli dove si sono conosciuti. Già al liceo, iniziano a collaborare e a produrre stop-motion. 

 

Andrew Spradbery - La tentacolare

FFF2013

Per la sua quindicesima edizione, il Festival ha chiesto la collaborazione di uno dei maggiori studi d’animazione del mondo: la Aardman Animations. Andando a scavare nella storia del Festival, fu proprio il primo anno del FFF ad ospitare il primo omaggio italiano dedicato alla società inglese di Nick Park, Peter Lord e David Sproxton, e da quel momento le relazioni tra Bristol e Bologna sono state sempre più intense e prolifiche. Finché lo scorso anno il premio Oscar Peter Lord è venuto al Festival, diventandone anche uno dei membri del Board of Honour. Proprio Lord ha poi ingaggiato una serie di artisti Aardman per l’ideazione della mascotte Future Film Festival 2013, un puppet che doveva raccontare, alla “maniera Aardman”, il tema del festival: i mostri. È nata così, dalle mani di Andy Spradbery, la mano che tiene una creatura verde, una pianta aliena ma per nulla malvagia, che accompagna gli spettatori del Festival nelle giornate di manifestazione, e in giro per Bologna. Il processo di ideazione e creazione della immagine-simbolo del FFF ogni anno nascein un contesto dinamico, in cui le proposte degli artisti vengono vagliate e discusse con lo staff del Festival. Il filo conduttore di quindici opere è sempre stato però molto chiaro a tutti: pur nella diversità, doveva prevalere un senso di gioco, esagerazione o ribaltamento delle “prospettive”. Il supereroe, l’alieno, le astronavi, i mostri, hanno preso così una piega autoironica e hanno creato legami inaspettati con i mondi presentati nei giorni del Future Film Festival.


 

 

 

 

Kensuke Koike - The End of the World 
FFF 2012

 Nato a Nagoya, Giappone, nel 1980, Koike ha studiato Arti visive a Venezia e collabora con numerose gallerie d'arte. Lavora soprattutto su collage, dal fotocollage tradizionale al collage tridimensionale in movimento. L'immagine simbolo da lui creata in occasione di FFF 2012 mostra il nuovo mondo nato dopo la fine del mondo che conosciamo, e di fatto dà un seguito alla storia della sigla ufficiale dio FFF 2012, sempre a firma Koike, nella quale vedevamo l'uomo scimmia protagonista approdare nel nuovo mondo come un novello Ulisse. Nell'immagine simboilo vediamo invece l'uomo scimmia perfettamente integrato nella nuova realtà.


 

 

 

 

Eleuro - Turbo Futuro
FFF 2011

In uno spazio astratto dal contesto materiale lontano dal mondo reale, ma molto più simile a uno spazio virtuale come può essere la memoria umana e di un intelligenza artificiale, icone pop del film di fantascienza, mostri di “godzilliana” memoria, dischi volanti, pistole al plasma, aeroplani e robot che tanto ricordano i giocattoli di latta anni Sessanta si mescolano assieme in un segno grafico e a forme che più si avvicinano al fumetto e all'animazione che non alla cinematografia, per creare la locandina di un immaginario disaster movie iconografico, senza storia né azione.

Citazioni dal film di Carpenter Essi vivono che diventano omaggio alla street art, sul palazzo che dona un’ambientazione newyorkese al tutto. Lettere che si mescolano all'ambientazione, il tutto intrappolato in uno spazio virtuale di “baconiana” memoria.

Così l'opera ragiona su come noi abbiamo inteso il futuro nel passato, come lo abbiamo immagazzinato attraverso la settima arte, e quale stereotipo di esso abbiamo creato nella nostra mente, un po’ per sdoganare la paura del futuro che ci attende e poterlo vedere in tre dimensioni.

Eleuro nasce a Torino nel 1983 e già in tenera età mostra interesse al disegno. A 13 anni scopre i graffiti e il writing, percorre diverse tappe nella sua formazione interessandosi di fumetto, animazione, illustrazione, character commerciali oltre che alle forme d’arte figurativa più classica.

Nei suoi lavori vengono aperte le porte a "un mondo lisergico e virtuale di un’allegria tremenda" in cui le icone ultra-pop dell’immaginario collettivo vengono immagazzinate-mescolate all'interno di una memoria in corto circuito. Le sue tecniche preferite spaziano dal graffito su grandi dimensioni all'illustrazione.


Orfismo Volante Non Intenzionale 5 di UFO5
FFF 2010

UFO5, giovane writer italiano,  è l’artista a cui è stata affidata l’immagine di Future Film Festival 2010. Ufo 5 ha realizzato l'opera Orfismo Volante Non Intenzionale 5, il wallpainting icona della nuova edizione del festival. Tra i simboli e i segni del suo riconoscibile linguaggio, UFO5 interpreta l’identità mutevole del Future Film Festival.

Bio: Matteo Capobianco, in arte Ufocinque, è un giovane artista novarese già affermato nel panorama della street-art europea, con numerose collaborazioni, mostre e interventi in spazi abbandonati.

Ufocinque enfatizza la semplicità del segno attraverso disegni bidimensionali con linee e campi piatti.
Le tecniche utilizzate sono tutte valide, partendo da un approccio progettuale che vincola il segno alla forma/funzione per creare un messaggio che vuole arrivare a tutti, pur mantendone aperti vari livelli di lettura.


 

 

 

Equilibrismi di fantasia di DEM
FFF 2009 

È la volta del wallpainting. L’immagine-simbolo dell’undicesima edizione è dipinta su un muro della biblioteca Casa di Khaoula di Bologna, realizzata da DEM, artista multiforme e ironico capace di creare personaggi bizzarri, creature surreali, abitanti di uno strato impercettibile della realtà umana, enigmatico ed arcano.

Il volto dell’undicesima edizione del FFF è quindi quello di nuove creature, personaggi che nascono dall’unione di forme umane e animali, piante e fiori che introducono lo spettatore al flusso di immagini, in animazione o live action, proposte dalla manifestazione.

DEM (1978, Cotogno) ha esposto alla Galleria Stamperia Squadro nel gennaio 2009 nella prima personale italiana a lui dedicata dallo stesso Future Film Festival nell’ambito di ArteFiera Off. La sua produzione di wall-painting è molto vasta, e realizzata perlopiù all’interno di fabbriche abbandonate, scelte come sfondo ideale per i suoi lavori. DEM ha realizzato inoltre disegni per varie pubblicazioni, gli è stata dedicata una personale alla Oro Gallery di Goteborg e ha partecipato alle mostre Street Art, Sweet Art al PAC di Milano, Street Lab alla Stazione Termini di Roma e Nomadaz alla Scion Installation di Los Angeles.


 

 

Decennale del Future Film Festival: eroi del quotidiano
FFF 2008

Dalla scultura alle fotografia: per festeggiare il suo decennale, FFF chiede al suo pubblico di giocare con l’immaginario del Festival proponendo idee per la realizzazione di scatti fotografici. Il risultato sono 4 fotografie che ritraggono notissimi super-eroi o oggetti feticcio del cinema all’interno di contesti ordinariamente quotidiani.

Nel mondo FFF: una Wonder Woman con constumino d’ordinanza prepara la cena sbattendo le uova; alla gastronomia sotto casa si taglia la mortadella con la spada laser di Guerre Stellari; L’Uomo Ragno e Batman discutono animosamente in mutande, aspettando alla lavanderia automatica che la loro tuta sia pronta; Catwoman al bar sorseggia pensierosa un cappuccino.

Il riadattamento fotografico è stato fatto da Alessandro Ruggeri, lo storico fotografo di FFF.


 

 

 

 

 

Arto Contemporaneo (Small Green Foot) di Laurina Paperina
FFF 2007

Per la nona edizione Future Film Festival ha affidato la sua immagine alla giovane artista Laurina Paperina, che si è fatta conoscere per una serie di lavori tutti giocati su un linguaggio scarno e coloratissimo, che civetta con le infantili ingenuità del dilettante, ma lo fa sulla base di una raffinata perizia tecnica.

A simboleggiare il FFF2007 è quindi un piedino verde a pois con unghie smaltate di rosso, appartenuto probabilmente ad una vezzoso mostricciatolo.

Laurina Paperina (Rovereto, 1980) ha esposto di recente nelle seguenti gallerie: Lincart Gallery, San Francisco; Travesia Cuatro Gallery, Madrid; Galerie Magda Danysz, Parigi; Siemens ArtLab / Galerie Ernst Hilger, Vienna; Perugi artecontemporanea, Padova; Freight + Volume Gallery, New York City; Erdmann Contemporary Gallery, Cape Town.

“L’Arto Contemporaneo prende corpo da un fumetto di Laurina e atterra a Bologna per fare un piccolo sgambetto verde all’arte contemporanea (…)”

Guido Bartorelli


 

Switch di Sébastien Roux
FFF 2006

Un robottino innocuo ma dallo sguardo minaccioso è la mascotte dell’edizione 2006 di Future Film Festival.

Opera di Superdeux, studio composto dai francesi Sébastien Roux e Stéphane Huleux, Switch è il prototipo di un giocattolo che si può annoverare all’interno del movimento Urban Vinyl Toys: giocattoli non prodotti in serie ma oggetti da collezione a metà tra opere d’arte, cartoon e cartone animato.

“L’immagine è tutto, oggi, è il falso e il vero: nessuno può distinguere e separare questi due aspetti”

Sébastien Roux


 

 

Unidentified Flying Picture di Antonio Riello
FFF 2005

Al Future Film Festival 2005 atterra un curioso oggetto volante: un U.F.O. dalle fattezze retrò interamente decorato da opere tratte da famosi dipinti del Tiepolo.

La divertente opera è di Antonio Riello, artista abituato a pungolare il pubblico con opere che sollecitano alla discussione e alla presa di coscienza.

Antonio Riello (Marostica, 1958) ha esposto i suoi lavori e le sue installazioni in numerosi musei e gallerie d’arte quali: Baltic, Gateshead/NewCastle UK; NGBK, Berlino; Mart, Rovereto; Musee d’Art, Saint Etienne; Kunsthalle , Vienna; Fondazione Pomodoro, Milano; PAC, Milano; Palazzo Delle Papesse, Siena; Neue Galerie, Graz; Chelsea Museum Of Art, New York Usa; Elgiz Museum, Istanbul.

“Sono uno di quelli a cui piace pensare che la realtà sia solo una delle tante stravaganze della fantascienza”

Antonio Riello


 

Discroll with children di Michael Dumontier
FFF 2004

La mascotte di FFF2004 è un pupazzo di stoffa, Discroll, che tiene in braccio due bambini piccoli che gli fanno da occhi.

Discroll, che può essere l’artista o il pubblico, dice: “Mi sono arreso al loro punto di vista, ora vedo come i bambini”. Una esortazione a recuperare lo stupore, la meraviglia e il senso del fantastico.

Michael Dumontier (Winnipeg, Manitoba, 1974) ha lavorato in coppia con Drue Langlois. Entrambi sono stati membri dal 1996 al 2008 del gruppo The Royal Art Lodge, produttore di disegni, video, musica e altri oggetti tra i più vari. Di recente Dumontier ha esposto alla Elizabeth Dee Gallery, New York; Perugi Artecontemporanea, Padova; Galeria Espacio Minimo, Madrid; Aliceday, Brussels e CCA Andratx, Mallorca.

“Sin dalla giovane età, il cinema d’animazione mi ha influenzato in maniera profonda e duratura. Ultimamente, artisti come il grande Hayao Miyazaki, mi ha dato la speranza che al mondo esista ancora la bellezza”

Michael Dumontier


 

 

Domestic fight: continue? (burning babe) di Marina Bolmini
FFF 2003

Un moderno Galata Morente in versione femminile. Una combattente da “picchiaduro” accasciata sul centrino della nonna. Un personaggio manga in versione statuetta di ceramica.

L’opera di Marina Bolmini per il FFF2003 mescola violentemente contraddizioni facendo convivere una moderna eroina da videogioco con i soprammobili e i merletti di un salotto retrò.

Marina Bolmini (1970, Vasto) negli ultimi anni ha esposto le sue opere presso la Quadreria Cesarini/WhiteCubeProject di Fossombrone nel 2008 presso la galleria Het Houde Raadhuis di Hoffdorp (Olanda) nel 2007, presso la Girondini Arte Contemporanea di Verona nel 2002 e in numerose mostre collettive.

“Passare dalla freddezza della tecnologia al calore della manualità di una tecnica artistica arcaica: eroi indistruttibili senza macchia e senza paura trasformati in maioliche, fragili simulacri da salotto che ti ricordano quotidianamente quanto la vita contempli la possibilità del fallimento.
Si può perdere.”

Marina Bolmini


 

Argilla di Stella di Pablo Echaurren
FFF 2002

Che cosa c’entra una stella di terracotta con le nuove e più innovative tecnologie digitali e quindi con il Future Film Festival?

Vi sembra che non c’entri nulla? E invece è proprio Argilla di Stella di Pablo Echaurren a rappresentare il FFF2002 perché come sostiene l’autore: “la ceramica, la terracotta sembra il materiale più fragile, più deperibile, meno deputata a raffigurare l'idea di futuro. Ma invece, paradossalmente, è uno dei materiali che si trasporta nel futuro più di qualsiasi altro: ci sono intere civiltà di cui si ignora tutto, salvo magari un vasetto rimasto. Quindi si può dire che l'argilla rappresenta il futuro del passato.”
Ecco quindi il FFF2002 proiettarsi nel futuro sotto la sua buona stella che gli indica la strada della commistione tra i vari media e della contaminazione tra stili diversi, tra alto e basso, tra colto e popolare, tra serio e faceto.

Pable Echaurren (1951, Roma) dal 1972 ha esposto in numerose Gallerie e luoghi espositivi nazionali e internazionali tra cui Galleria Schwarz di Basilea, Marian Locks Gallery di Philadelphia, Galerie Springer di Berlino, Galleria La Margherita di Roma, Lens Fine Art di Anversa, Palazzo delle Esposizioni di Roma, Galleria Corraini di Mantova.

“Chissà se la nostra stella historiata riuscirà a viaggiare nel tempo, a surfeggiare sulle onde cronospaziali, a scavalcare i marosi dei secoli invidiosi che non lasciano trapelare troppe informazioni sul passato remoto che un dì saremo noi, quien sabe?”

Pablo Echaurren


Biancaneve di Massimo Caiazzo e Alessandro Mendini
FFF 2001

Giocosa opera dai mille significati, Biacaneve è una piramide a sette facce ognuna delle quali custodita da uno dei nanetti del classico Disney Biancaneve e i sette nani del 1937. Un effluvio di simboli legati al numero 7 si rimandano l’un l’altro (7 le sfere celesti, 7 i nani, 7 le virtù, 7 i colori dell’arcobaleno, 7 le meraviglie del mondo…) dando vita ad un oggetto inedito, da lasciare ai posteri come sintesi della storia dell’uomo. Per la sua terza edizione FFF viene in contatto con il mondo del design coinvolgendo i due noti designer dell’atelier Mendini. Alessandro Mendini, ha contribuito negli ultimo anni ad “animare” oggetti di uso comune e ad introdurre nelle nostre case e negli spazi da condividere colore e gioco.

Alessandro Mendini (1931, Milano) ha diretto le riviste di architettura "Casabella", "Modo" e "Domus". Dagli anni ‘80 decisivo è stato il suo apporto nel rinnovamento del design italiano realizzando oggetti, mobili, ambienti, architetture e installazioni per marchi internazionali quali Alessi, Philips, Cartier, Swatch, Hermés, Venini. Ha vinto numerosi premi tra i quali il Compasso d’oro per il design nel 1981. I suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private.

“Immaginare un oggetto ‘futuribile’, cercare la forma, inventarne una funzione. Perché, cosa, come, quando, per chi? È come consultare un oracolo che risponde con altre domande: le ipotesi si moltiplicano all’infinito, mondi generano altri mondi.”

Alessandro Mendini, Massimo Caiazzo


FFF2000 di Laurence Gartel
FFF 2000

Il secondo anno del FFF è segnato da una immagine del digital artist americano Laurence Gartel, pioniere della computer grafica. Un robot rigido e squadrato regge il numero 2000. Il topo-embrione di Pinna sembra aver preso qui una delle sue possibili identità.

FFF2000 è un’opera realizzata al computer così come tutte le opere di Gartel che fin da 1975 lavora sperimentando nuovi stili grafici e manipolando e trasfigurando immagini reali attraverso il digitale.

Le opere di Laurence Gartel (1956, New York) sono state esposte presso il Museum of Modern Art di New York, il Long Beach Museum of Art, il Princeton Art Museum, e sono presenti nelle collezioni permanenti del Smithsonian Institution's Museum of American History e presso la Bibliotheque Nationale. Ha esposto in numerosissimi musei e gallerie statunitensi ed europee.

“Il topo-embrione di Alex Pinna, simbolo del Future Film Festival 1999, si è trasformato qui in un robot quadrato anni Settanta, con il viso ingenuo di un super-eroe buono anni Cinquanta, trapiantato nello spazio come un fungo su un mattone.”

Giulietta Fara


Mumble Mumble di Alex Pinna
FFF 1999

Il Future Film Festival nasce sotto il segno del Topo!

Il neonato FFF sceglie come sua prima immagine un’opera dell’artista Alex Pinna: un topo-embrione, un essere in via di definizione che non si sa ancora che cosa diventerà ma del quale si riconosce la paternità. Le orecchie, i guanti e le scarpine gialle sono inequivocabilmente ereditate dal DNA di Topolino. Mumble Mumble diventa icona di una manifestazione – e di una generazione – dalla identità non ancora definita ma dalle origini certe: il mondo del cartoon.

I lavori di Alex Pinna (1967, Imperia) realizzati negli anni ’94-’99 giocano intorno alla rielaborazione di immagini e vissuti provenienti dal mondo dall’infanzia e quindi legati indissolubilmente alle frequentazioni con il cartone animato. Alex Pinna ha esposto in diverse e importanti gallerie italiane quali Guidi&Schoen di Genova, Ronchini di Terni, Mimmo Scognamiglio di Napoli, Ciocca di Milano e in mostre collettive a Roma, Lugano, Bologna, Torino, Grenoble e molte altre città.

“Possiamo affermare, questo sì, che il nuovo ha radici nel vecchio, nei vecchi cartoon che saranno la storia del prossimo futuro”

Guido Bartorelli