Le sculture originali del FFF
Scritto il 22/07/2006 in Specials
Aspettando la nuova “immagine” di Future Film Festival 2007, - sarà un nuovo mostro, un improbabile U.F.O., una creatura robotica, un agglomerato di pixel? - ripercorriamo le opere che hanno segnato l’immagine del FFF dalle sue origini fino all’ultima edizione. Tradizione del FFF è infatti affidare ogni anno ad artisti dell’ultima generazione la realizzazione di una scultura originale che diventa immagine-icona del FFF, creando così legami con altri campi della creatività, oltre quelli del cinema e della TV.
FFF 1999
Mumble Mumble di Alex Pinna
Il Future Film Festival nasce sotto il segno del Topo!
Il neonato FFF sceglie come sua prima immagine un’opera dell’artista Alex Pinna: un topo-embrione, un essere in via di definizione che non si sa ancora che cosa diventerà ma del quale si riconosce la paternità. Le orecchie, i guanti e le scarpine gialle sono inequivocabilmente ereditate dal DNA di Topolino. Mumble Mumble diventa icona di una manifestazione - e di una generazione - dalla identità non ancora definita ma dalle origini certe: il mondo del cartoon.
I lavori di Alex Pinna realizzati negli anni ’94-’99 giocano intorno alla rielaborazione di immagini e vissuti provenienti dal mondo dall’infanzia e quindi legati indissolubilmente alle frequentazioni con il cartone animato.
FFF2000
FFF2000 di Laurence Gartel
Il secondo anno del FFF è rappresentato da una immagine del digital artist americano Laurence Gartel, pioniere della computer grafica. Un robot rigido e squadrato regge il numero 2000. Alle sue spalle una notte buia ma costellata da stelle e pianeti. Il topo-embrione di Pinna sembra aver preso qui una delle sue possibili identità.
FFF2000 è un’opera realizzata al computer così come tutte le opere di Gartel che fin da 1975 lavora sperimentando nuovi stili grafici e manipolando e trasfigurando immagini reali attraverso il digitale.
FFF2001
Biancaneve di Massimo Caiazzo e Alessandro Mendini
Giocosa opera dai mille significati, Biacaneve è una piramide a sette facce ognuna delle quali custodita da uno dei nanetti del classico Disney Biancaneve e i sette nani del 1937. Un effluvio di simboli legati al numero 7 si rimandano l’un altro (7 le sfere celesti, 7 i nani, 7 le virtù, 7 i colori dell’arcobaleno, 7 le meraviglie del mondo …) dando vita ad un’opera da lasciare ai posteri come sintesi della storia dell’uomo. Per la sua terza edizione FFF viene in contatto con il mondo del design coinvolgendo i due noti designer dell’atelier Mendini, che, soprattutto attraverso l’opera di Alessandro Mendini, hanno contribuito negli ultimo anni ad “animare” oggetti di uso comune e ad introdurre nelle nostre case e negli spazi da condividere colore e gioco.
Il sito ufficiale dell’atelier Mendini
FFF2002
Argilla di Stella di Pablo Echaurren
Che cosa c’entra una stella di terracotta con le nuove e più innovative tecnologie digitali e quindi con il Future Film Festival? Vi sembra che non c’entri nulla? E invece è proprio Argilla di Stella di Pablo Echaurren a rappresentare il FFF2002 perché come sostiene l’autore: “la ceramica, la terracotta sembra il materiale più fragile, più deperibile, meno deputata a raffigurare l’idea di futuro. Ma invece, paradossalmente, è uno dei materiali che si trasporta nel futuro più di qualsiasi altro: ci sono intere civiltà di cui si ignora tutto, salvo magari un vasetto rimasto. Quindi si può dire che l’argilla rappresenta il futuro del passato.”
Ecco quindi il FFF2002 proiettarsi nel futuro sotto la sua buona stella che gli indica la strada della commistione tra i vari media e della contaminazione tra stili diversi, tra alto e basso, tra colto e popolare, tra serio e faceto.
FFF2003
Domestic fight: continue? (burning babe) di Marina Bolmini
Un moderno Galata Morente in versione femminile. Una combattente da “picchiaduro” accasciata sul centrino della nonna.
Un personaggio manga in versione statuetta di ceramica.
L’opera di Marina Bolmini per il FFF2003 mescola violentemente contraddizioni facendo convivere una moderna eroina da videogioco con i soprammobili e i merletti di un salotto retrò.
FFF2004
Discroll with children di Michael Dumontier
La mascotte di FFF2004 è un pupazzo di stoffa, Discroll, che tiene in braccio due bambini piccoli che gli fanno da occhi. Discroll, che può essere l’artista o il pubblico, dice: “Mi sono arreso al loro punto di vista, ora vedo come i bambini”. Una esortazione a recuperare lo stupore, la meraviglia e il senso del fantastico.
Michael Dumontier lavora in coppia con Drue Langlois. Entrambi sono membri del gruppo The Royal Art Lodge che produce disegni, video, musica e altri oggetti tra i più vari.
FFF2005
Unidentified Flying Picture di Antonio Riello
Al Future Film Festival 2005 atterra un curioso oggetto volante: un U.F.O. dalle fattezze retrò interamente decorato da opere del Tiepolo.
La divertente opera è di Antonio Riello, artista abituato a pungolare il pubblico con opere che sollecitano alla discussione e alla presa di coscienza e che dichiara:
“sono uno di quelli a cui piace pensare che la realtà sia solo una delle tante stravaganze della fantascienza”.
FFF2006
Switch di Sébastien Roux
Un robottino innocuo ma dallo sguardo minaccioso è la mascotte dell’ultima edizione di Future Film Festival. Opera di Superdeux, studio composto dai francesi Sébastien Roux e Stéphane Huleux, Switch è il prototipo di un giocattolo che si può annoverare all’interno del movimento Urban Vinyl Toys: giocattoli non prodotti in serie ma oggetti da collezione a metà tra opere d’arte, cartoon e cartone animato.
Il sito ufficiale di Superdeux
“L’immagine è tutto, oggi, è il falso e il vero: nessuno può distinguere e separare questi due aspetti.” Sébastien Roux


