Future Film Festival
Coraline e la porta magica

Coraline e la porta magica

Scritto il 18/06/2009 in Specials

coraline1Dopo oltre tre lunghi anni di lavorazione, potremo finalmente vedere anche nei cinema italiani a partire da venerdì 19 giugno, Coraline e la porta magica, il nuovo lungometraggio animato in stop-motion e diretto da Henry Selick, il maestro dell’animazione a passo uno famoso per aver diretto nel 1993 la produzione di Tim Burton The Nightmare Before Christmas e nel 1996 James e la pesca gigante.
Selick porta questa volta sul grande schermo l’opera scritta da Neil Gaiman, illustrata da Dave McKean e vincitrice del premio Hugo per il miglior romanzo breve.lavorazione3
La storia racconta di Coraline, una ragazzina di undici anni che, giocando in casa, scopre un porta misteriosa attraverso la quale riesce ad entrare in un mondo parallelo, del tutto simile al proprio ma dove tutti i personaggi hanno dei bottoni cuciti al posto degli occhi. All’inizio Coraline trova questo nuovo mondo migliore e più eccitante ma presto scopre di essere caduta in un incubo da cui vuole scappare per ritornare alla sua vita di sempre.

Realizzato in stop-motion e, a detta dello stesso regista, con pochissime aggiunte di computer grafica, Coraline e la porta magica è il primo lungometraggio in stop-motion girato in stereoscopia per la proiezione 3D. La stereoscopia è stata usata in questo film principalmente per dare profondità allo spazio evitando giochi ed effetti di oggetti che volano in direzione dello spettatore, ma usando piuttosto il 3D come strumento per raccontare meglio e più efficamente la storia.

Il film è prodotto da Laika, casa di produzione di Portland di cui Selick è Supervising Director che nel 2005 realizzò il cortometraggio Moogirl, prima opera di Selick in animazione 3D.

lavorazione2Il supervisore della fabbricazione dei personaggi, Georgina Hayns, che aveva lavorato già a La sposa cadavere di Tim Burton, ha apportato numerose innovazione nella costruzione dei pupazzi. In particolare per la costruzione dei personaggi principali ci si è avvalsi della tecnologia “replacement” che permette di avere facce lisce ed espressive: le parti superiori e inferiori della faccia hanno ora una mobilità notevolmente maggiore e la linea che separa le due parti della faccia, visibile nel corso della produzione del film, viene poi cancellata digitalmente in post-produzione.
L’animazione dei pupazzi si basa anche sulla voce, in particolare la modellazione delle bocche dipende dai suoni pronunciati. Le voci infatti vengono precedentemente registrate e su di esse gli animatori lavorano per dare espressività ai volti. Inoltre Dakota Fanning, che dà la voce a Coraline, durante la sessione di doppiaggio è stata fotografata digitalmente in modo che lacoraline2 sua espressione e i suoi gesti potessero essere utili e di ispirazione agli animatori per modellare il pupazzo.

Un po’ di numeri: per il personaggio di Coraline sono stati creati 28 diversi pupazzi, ognuno dei quali alto 24 cm.; per costruire 1 solo pupazzo di Coraline, 10 persone hanno dovuto lavorare 3-4 mesi; sono state create un totale di 207.336 possibili combinazioni facciali per Coraline.

Intervista a Henry Selick

Qui di seguito in esclusiva le dichiarazioni di Henry Selick raccolte al Festival Internazionale del film d’animazione di Annecy (10 giugno 2009) da Giulietta Fara (direttore artistico di Future Film Festival).

selick-annecyLa tecnica della stop-motion è fantastica e non è un caso che tre dei quattro film che ho diretto siano realizzati a passo uno. Questo tipo di animazione mantiene vivo sullo schermo lo spirito del lavoro a mano delle persone che hanno manipolato i pupazzi, trasmette l’energia che ogni animatore ha messo nel dare movimento ed espressione ai personaggi. Per Coraline, ci siamo chiesti se, invece della stop-motion, andasse utilizzata l’animazione 3D al computer, ma ben presto è risultato ovvio che ci sono, in USA e non solo, altre società che sanno fare molto meglio questo tipo di film. Dunque, abbiamo creduto che l’animazione con pupazzi mantenesse una certa originalità, e aggiungesse magia alla storia di Coraline. L’animazione, fatta grazie alla struttura dei personaggi, è stata la parte di lavorazione più lunga di tutto il film. Ogni personaggio ha uno scheletro di metallo molto snodato, il viso di silicone e per i personaggi principali sono state fatte centinaia di espressioni per poterle modificare ogniqualvolta la storia lo richiedesse. Per i personaggi, la parte più importante è quella degli occhi, sia come espressione che come espressività nel movimento, dunque particolare attenzione è stata dedicata proprio a questo aspetto, privilegiandolo anche rispetto ad altri.

Per quanto riguarda la decisione di girare il film per la visione stereoscopica, è stata presa personalmente da me perchè è da oltre 20 anni che seguo con estremo interesse l’evoluzione di questa tecnica. D’altra parte, mentre per il cinema la visione in 3D è fantastica e ha raggiunto livelli molto alti di qualità, per la visione su schermo televisivo abbiamo deciso di mantenere il film in due dimensioni, perchè la visione con occhialini anaglifi non è assolutamente buona.gaimanselikc

Rispetto al libro di Neil Gaiman, da cui è tratto il film, è stato necessario aggiungere molte cose, ampliare la storia che era, per un lungometraggio, estremamente breve. Ho dunque proceduto personalmente alla ristrutturazione della storia, e questo l’ho fatto con estrema facilità poiché ho visto nascere il libro, io e Gaiman siamo molto amici e per questo credo di poter dire di essere in piena sintonia con lui.

Per quanto riguarda il doppiaggio, il problema con l’animazione è che non sai cosa funzioni esattamente, per cui per dakotaciascuna scena, ciascun dialogo, devi fare molti e molti “takes”, finchè l’intonazione, le pause e tutto i resto funziona alla perfezione. Ho diretto personalmente gli attori, e questo lavoro è davvero difficile perchè devi instaurare un rapporto stretto con i tuoi attori, devi farli recitare anche se davanti a loro non c’è nulla a parte una maquette del personaggio. Con Dakota Fanning (la doppiatrice di Coraline, ndr), abbiamo dovuto fare centinaia e centinaia di prove, prima di arrivare al risultato finale. Anche i miei figli hanno prestato le loro voci, sebbene per personaggi secondari: sono i bambini-fantasma del film. Un primo turno di doppiaggio viene fatto prima che l’animazione sia realizzata, in modo che le voci e il timing possano guidare gli animatori nella realizzazione delle scene. Questa, come dicevo, è la parte più difficile per i doppiatori. Poi, si rifà tutto quando l’animazione è realizzata, per poter aggiustare via via le scene. E’ un lavoro molto lungo, e può essere fatto solo dagli animatori, che sono persone davvero pazienti!”.

di Giulietta Fara

Il sito del film

Share