Future Film Festival
Dragon Trainer: Monsters VS. Vikings?

Dragon Trainer: Monsters VS. Vikings?

Scritto il 17/03/2010 in Homepage 1, Specials

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Inaspettatamente, i vichinghi sembrano essere di moda al cinema ultimamente, mentre in passato sono stati protagonisti di poche e sporadiche pellicole semidimenticate, come I vichinghi di Richard Fleischer, Leggenda vichinga di Roger Corman o lo sfortunato Erik il vichingo (1989) dell’ex Monty Python Terry Jones. Ci piace ricordare anche la striscia a fumetti Hagar The Horrible (1973) di Richard Browne e l’anime Vicky il vichingo (1974) dello studio giapponese Zuiyo.

I vichinghi invece negli ultimi due anni sono comparsi nell’ambizioso b-movie Outlander - L’ultimo vichingo, funestato dalla crisi della Weinstein Company, e nell’acclamato Valhalla Rising (2009) del regista danese Nicholas Winding-Refn, ancora inedito in Italia.

E’ ora la volta dell’attesissimo film d’animazione Dragon Trainer (How to Train your Dragon), i cui primi 56 minuti sono stati presentati in anteprima al Future Film Festival 2010 e hanno entusiasmato il pubblico. Il film sarà nei cinema italiani il 26 marzo per UIP, nell’ormai consueta doppia versione, in 2D e 3D stereoscopico.

Hiccup, un giovane vichingo, fatica ad integrarsi nella propria tribù perchè troppo intelligente, ironico e soprattutto poco interessato alla secolare arte della caccia e dell’addestramento dei draghi, tramandata da sempre dai genitori ai figli. Durante una caccia, il ragazzo finisce addirittura per fare amicizia con un drago, infrangendo così il tabù numero uno della sua gente. Il sodalizio tra i due saprà incrinare le certezze ormai obsolete dell’intera comunità…

dragon_42Il film è diretto da Chris Sanders e Dean DeBlois, già registi e sceneggiatori di Lilo e Stitch (2002) e dell’omonima serie spin-off (2004), è tratto dal libro per ragazzi più famoso della scrittrice Cressida Cowell, e prodotto e animato dalla Dreamworks Animation (Shrek, Madagascar, Kung-Fu Panda).

Stando alle dichiarazioni di Dean DeBlois, il soggetto del film è stato riscritto più volte, “diventando di volta in volta meno aderente al racconto di partenza - afferma DeBlois - troppo esile e intimo rispetto alle esigenze spettacolari di Dreamworks: a partire dalle dimensioni del drago, molto piccolo in origine,  e reso enorme e spettacolare per il grande schermo, per arrivare al tono generale del film, molto più epico.” DeBlois si dichiara anche entusiasta del 3D stereoscopico, che “mi ha permesso – afferma - di rendere ancora più spettacolari combattimenti e scene d’azione, ma soprattutto le scene di volo che costituiscono il piatto forte del film.”

Il regista rifiuta però un uso del 3d effettistico, da parco a tema, quello dei tipici effetti anni ‘50 con gli oggetti che volano verso lo schermo, e che secondo lui impediscono l’immedesimazione dello spettatore, ricordandogli continuamente di essere il destinatario dello spettacolo, quello che va stupito a tutti i costi. La strada da seguire è quindi quella indicata da James Cameron con Avatar, quella di un 3D “immersivo” che crea un mondo a parte da esplorare, e che aiuta lo spettatore a calarsi nel film ad un livello empatico impensabile fino ad un anno fa.

dragon_32Un altro dato importante da sottolineare è la straordinaria brevità dei tempi di realizzazione del film, due anni scarsi, segno che la sofisticazione sempre maggiore delle tecnologie sta cambiando profondamente il modo di concepire e realizzare i film di animazione. Deblois afferma: “il progetto è partito nel 2008 e in un poco più di un anno trattamento e sceneggiatura sono stati scritti e riscritti, e sono stati realizzati storyboard, regia, animazioni, mentre un ulteriore anno è stato speso per la postproduzione, il montaggio ed i ritocchi finali.”

Uno dei problemi maggiori nella concezione dei personaggi del film, è stata la difficoltà nel dare forma ai diversi draghi del film, e nel dare loro una personalità visiva originale. Il rischio era quello di ricadere negli stereotipi del look dei draghi, già innumerevoli volte rappresentati al cinema, da La bella addormentata nel bosco a Il drago del lago di fuoco, da Elliot il drago invisibile a Dragonheart. “L’intenzione - spiega Simon Otto, capo del reparto Character Animation – “era quella di dare forma a mostri credibili nei movimenti e nella forma, ma che fossero anche sorprendenti e divertenti. Così, il team ha optato per la sperimentazione nell’incrociare tra loro tratti e caratteristiche di animali con caratteristiche opposte, tipo un bulldog con un coccodrillo, o addirrittura un pappagallo con u’ostrica ed un T-Rex !!!” Questa scelta ha comportato da parte dei character designers e degli animatori uno studio scrupolosissimo dei movimenti e delle anatomie degli animali presi in esame.  “L’uso dell’animazione 3D – continua Otto - comporta da parte dei designer un’accuratezza nello studio e nella realizzazione molto maggiore rispetto a quello necessario per un film in 2D, perchè i movimenti dei personaggi nello spazio sono molto più complessi.”

Per promuovere il film la Dreamworks ha realizzato una serie di interessanti filmati, come quello che trovate in fondo a questo articolo, che presenta i vari tipi di creature mostrate nel film, e i deliziosi webisodes animati, che raccontano svariate leggende vichinghe, e che potete vedere nell’interessante tumblr dedicato al film, ovvero qui.

dragon_12Come di consueto, a doppiare i personaggi della versione originale sono state chiamate alcune celebrità, come Gerald Butler (300, Gamer), America Ferrera (la popolarissima Ugly Betty) e il “nerd” dei film di Judd Apatow,  Jonah Hill (Superbad).

In contemporanea con l’uscita del film, sarà disponibile nei negozi il videogioco omonimo, fedele al character design scelto dalla Dreamworks, e che prevede sequenze di combattimenti tra draghi, simulazioni di volo e sezioni in stile platform, come si evince dal trailer.



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