Prince of Persia: Le sabbie del tempo
Scritto il 20/05/2010 in Italia, Specials
Quando uscì nel 1989 per Apple II, il videogame Prince of Persia, sviluppato da Jordan Mechner per la software house Bruedenberg, venne salutato come un gioco rivoluzionario, destinato a cambiare la storia del genere platform game. Per la prima volta il personaggio protagonista veniva animato con la tecnica del rotoscoping, ed i suoi movimenti erano di un’accuratezza, morbidezza e verosimiglianza tale da far invecchiare di colpo tutti i rigidissimi Mario, Donkey Kong, Wonder Boy ed eroi vari visti fino a quel momento. Fu da subito chiaro che gli standard visivi dell’animazione per videogame si erano alzati, e che nulla sarebbe stato come prima. Il primo sequel del franchise uscì nel 1993, seguito negli anni da altri game sempre più perfetti e complessi. Oggi la serie appartiene al marchio Ubisoft, che ne ha fatto una miniera d’oro.
Il progetto di un film tratto da Prince of Persia è nell’aria da molto tempo, ma è solo dopo l’enorme successo della saga dei Pirati dei Caraibi, tratta da un’attrazione di Disneyland e pesantemente influenzata da un’altra storica serie videoludica, Monkey Island, che il produttore Jerry Bruckheimer (Pirati dei Caraibi, Beverly Hills Cop, Armageddon, e la televisiva CSi) e la Walt Disney danno finalmente il via al progetto.
Il film, Prince of Persia: Le sabbie del tempo, tratto dall’omonimo capitolo video ludico del 2003 ed in uscita nelle sale italiane venerdì 21 maggio, è diretto dall’eclettico Mike Newell, capace di destreggiarsi dalla commedia romantica Quattro Matrimoni e un funerale ad Harry Potter, passando per la tragedia greca gangster di Donnie Brasco. Tra gli sceneggiatori figura lo stesso Jordan Mechner, anche consulente ufficiale e produttore esecutivo.
Per la parte del Principe, è stato scelto l’eterno emergente Jake Gyllenhaal, che finalmente raggiunge la consacrazione, affiancato dall’astro nascente Gemma Aterton e dai veterani Alfred Molina e Ben Kingsley.
La trama del film, ambientato ovviamente in Persia nel sedicesimo secolo, verte sulle peripezie del giovane Dastan, eroico vagabondo che, distintosi in battaglia, viene designato dal Re suo erede, a scapito dei due figli del sovrano. Il ragazzo dovrà destreggiarsi tra gli inevitabili intrighi di palazzo, e con l’aiuto della Principessa Tamina dovrà combattere per salvare il mondo dal crudele Nizam e dalla sua Lama del Tempo, arma mistica capace di alterare il continuum temporale.
Gli effetti speciali, com’è ormai consuetudine per i film ad alto budget, sono affidati a diverse compagnie, fra le quali ricordiamo la Double Negative, la Framestore, la MPC, la Bain VFX e la BlueBolt. La postproduzione si è rivelata talmente complessa e articolata che la data di uscita prevista è stata spostata di un anno, da giugno 2009 a maggio 2010, evitando così la temuta concorrenza con Transformers: La vendetta del caduto dell’ex pupillo di Bruckheimer, Michael Bay.
Il problema principale per il team degli effetti speciali è stato quello di amalgamare il realismo del set e delle scene d’azione, eseguite con la tecnica del parkour, con le numerose scene di magia e distruzione, rispettando al contempo il look del videogioco. Come da consuetudine dei film tratti da videogiochi fin dai tempi del dimenticato Super Mario Bros, infatti, nel film sono nascoste numerose citazioni visive e tematiche delle situazioni topiche dei giochi. Ad esempio in questa clip vediamo un ponte sgretolarsi mattone dopo mattone al passaggio di Tamina, situazione che ricorre nel game fin dal primo capitolo, come si vede in questa gustosa clip vintage.
Un’altra componente fondamentale per dare il giusto look al film, è stata la creazione del pugnale del tempo, uno dei manufatti più amati e noti della serie, che andava ricreato con fedeltà ed integrato alle riprese live action in modo credibile. Qui si vede il principe alle prese con il pugnale e la clessidra del tempo, altro manufatto chiave nel videogioco Sands of Time del 2003, e qui il pugnale nel film, in una clip che mostra l’effetto che il potere dell’arma ha sul corpo del principe, realizzato in computer graphic e fedele all’estetica del game.
Un’altra grande protagonista digitale del film è ovviamente la sabbia, ricreata con la computer grafica in dosi massicce, come si può vedere nella clip “trappola di sabbia” che abbiamo linkato prima (qui, per i lettori distratti) .
Le colossali scene con la tempesta di sabbia che invade la città bissano e superano quella che si vedeva nel primo La Mummia, epocale per gli standard tecnici di allora.
Link Utili
Il sito di Jordan Mechner, con un interessante blog pieno di schizzi sulla sua esperienza sul set del film
La scena del videogame Sands of Time in cui Dastan si impossessa del pugnale del tempo


