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Toy Story 3 - La grande fuga

Toy Story 3 - La grande fuga

Scritto il 08/07/2010 in 2010, Italia, Specials

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Chissà se il biennio 2009/2010 verrà ricordato per il trionfo dei giocattoli vecchio stile nel cinema di animazionesolo il tempo potrà dirlo, fatto sta che nel giro di pochi mesi sono usciti Panico al villaggio di Vincent Patar e Stephane Aubier, a cui abbiamo dedicato recentemente un corposo special, il mirabile e purtroppo ancora inedito in Italia In the Attic, del veterano Jiri Barta, ed ora Toy Story 3 3D, tutti film che celebrano i giocattoli classici.

Stando alle dichiarazioni della Pixar, il nuovo Toy Story dovrebbe essere lultimo capitolo della trilogia, ed una specie di quadratura del cerchio per la casa di produzione di animazione più amata del pianeta.

La Pixar esordì nel lungometraggio proprio con il primo Toy Story, cambiando la storia del cinema con il primo cartoon in digitale, poi sconvolse tutti con Toy Story 2, che con le sue riflessioni sullidentità e la storia dei giocattoli dimostrò che il marchio Pixar non era solo garanzia di qualità tecnica, ma anche di profondità e complessità narrativa. Oggi, Toy Story 3 3D, in uscita in Italia, ha il difficile compito di chiudere una saga di qualità stratosferica senza ripetersi, e dovendo al contempo confrontarsi con i risultati ineguagliabili ottenuti con gli ultimi tre capolavori Up!, Wall-e e Ratatouille.

process_pixar4b_fLa trama verte ancora una volta sul tentativo dei giocattoli di riconquistare i propri spazi e ritornare uniti dopo una separazione forzata. Il piccolo Andy è cresciuto, si prepara ad andare al college, ed è costretto a scegliere quali giocattoli portarsi dietro. Ovviamente sceglie Woody, e inscatola gli altri. Erroneamente i giocattoli finiscono in una scatola destinata all’asilo Sunnyside.

inizialmente i nostri eroi sono entusiasti all’idea di diventare i compagni prediletti di un nugolo di nuovi bambini adoranti, ma saranno presto costretti a cambiare idea, perchè Sunnyside è gestito come un carcere di sicurezza da un gruppo di giocattoli disillusi, feriti dall’abbandono dei loro vecchi padroni…

leeunkrich-toystory3-intphotohanksL’espediente del carcere per “giocattoli” di Sunnyside permette alla Pixar e al regista Lee Unkrich (già coautore di Toy Story 2) di ampiare il cast originale introducendo una serie di brillanti nuovi personaggi, su tutti Ken e Barbie (vedi il video pubblicato in coda all’articolo), di cui potete vedere una gallery completa qui ed un bel video di presentazione, qui. Ai doppiatori originali Tom Hanks e Tim Allen si sono quindi aggiunti Timothy Dalton (Mr. Priklepants), Ned Beatty (Lots-o-Huggins Bear), Michael Keaton (Ken) Whoopi Goldberg (Stretch) e tanti altri.

Lee Unkrich, montatore storico della pixar fin dai tempi del primo Toy Story, è il primo regista dello studio a non essere anche animatore, e dal background non specificamente legato ai cartoni animati. Stando alle sue stesse dichiarazioni, il suo è un punto di vista diverso da quello di suoi predecessori, proprio perchè proveniente da una formazione diversa, e con una conoscenza dell’animazione non poi così distante da quella del pubblico dei film Pixar, con il valore aggiunto di portare nel film quella che lui chiama Live Action Sensibility.

toy-story-3-photo1All’inizio, Unkrich si sentiva molto insicuro, non aveva mai lavorato così a stretto contatto con gli animatori, ma si è presto reso conto che non gli venivano richieste capacita tecniche da animatore, ma principalmente di sapere spiegare agli animatori i personaggi, come pensano e come si muovono, in modo da aiutarli a capire cosa fare. Sostanzialmente, dice Unkrich, dirigere gli animatori non è molto diverso dal dirigere gli attori ed i doppiatori. A dargli manforte in quest bizzarra  posizione c’è  c’è Bobby Podesta, supervising animator del film, che si considera un attore e descrive il suo lavoro come “quello del tipo che deve convincerti che l’ammasso di poligoni che stai guardando è vivo e vero”.

A differenza di Up!, toy Story 3 è un film direttamente concepito per essere realizzato in 3D, ma alla Pixar non sembra ancora interessare più di tanto il 3D immersivo alla Avatar o quello effettistico alla Era Glaciale 3 e, come dichiara Hunkrich, al centro di un film Pixar restano sempre le storie, i personaggi e l’approccio umanista. Il 3D è solo un mezzo per dettagliare meglio gli ambienti e l’azione, arricchire l’immagine e sfruttare meglio la profondità di campo.

Da un punto di vista tecnico, la Pixar continua incredibilmente a perfezionarsi e a sperimentare, tanto che Guido Quaroni, supervising technical director del film, dichiara fieramente che, per la prima volta, il comparto tecnico è stato in grado di realizzare ogni idea del team creativo, senza mai dire di no neanche alle idee più ardite.

process_pixar5b_fLa lavorazione del film è durata ben 1085 giorni, più di 100 dei quali impiegati soltanto nella creazione del look dei personaggi, dello storyboard ed infine del movieboard.

Link utili:

Intervista ai sound designer del film

Il dietro le quinte del doppiaggio originale

Il twitter di Lee Unkrich

Un interessante articolo di wired sulla lavorazione

The mascot, il corto muto  che ha ispirato Toy story

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