Porco Rosso finalmente al cinema: Intervista a Gualtiero Cannarsi
Scritto il 11/11/2010 in Specials
A distanza di 19 anni dalla sua uscita nei cinema giapponesi, arriva finalmente in Italia il film d’animazione Porco Rosso, diretto dal premio Oscar Miyazaki Hayao nel 1991 e considerato una pietra miliare del cinema di tutti i tempi.
Per l’occasione, abbiamo chiesto a Gualtiero Cannarsi, adattatore e direttore del doppiaggio italiano delle opere dello Studio Ghibli, di spiegarci com’è stato il suo lavoro sul film.
- Ciao Gualtiero, puoi parlarci del tuo rapporto con l’opera di Miyazaki e con Porco Rosso in particolare?
-Salve, Carlo! Dunque, mi ritengo un estimatore di Miyazaki Hayao, che come molti altri in Italia ha amato le sue opere prima ancora di conoscere il nome del loro autore. Sto parlando di capolavori televisivi quali in primis Conan il ragazzo del futuro, che molti italiani hanno visto nell’infanzia. Da quando, a partire dai primi anni novanta, ho iniziato a interessarmi e poi ad occuparmi di animazione giapponese in maniera adulta e professionale, i film di Miyazaki Hayao hanno sempre rappresentato per me un’occasione di arricchimento. Ricordo distintamente che quando vidi per la prima volta Majou no Takkyuubin (Kiki’s Delivery Service) rimasi pressoché sconcertato: “ma con l’animazione si possono fare anche cose così?”, pensavo.
- In 15 anni di lavoro come adattatore e dialoghista di anime ti sei guadagnato il rispetto e l’ammirazione degli appassionati italiani: il tuo nome è sinonimo di rispetto assoluto verso l’opera originale e la cultura giapponese. Quali problemi hai dovuto affrontare nell’adattare Porco Rosso, uno dei più importanti ed amati film di Miyazaki?
In questi quindici anni, la mia prospettiva, la mia deontologia professionale non è mai realmente cambiata. Si tratta sempre e solo di localizzare ogni prodotto straniero nel più estremo rispetto dell’originale. In questo senso, Porco Rosso non ha rappresentato un film particolarmente difficile su cui lavorare. Non è un film particolarmente intellettuale, con dialoghi intricati e cerebrali. È senz’altro un film schietto e pieno di passione, come ad esempio anche Totoro. Credo che per Porco Rosso, la cosa più difficile fosse cercare di rendere in italiano le peculiarità delle caratterizzazioni originali dei personaggi senza però esagerare, rendendoli macchiette. Si tratta di uno dei delicati equilibri che ci sono nella recitazione, come anche quello tra l’aderenza all’originale e la spontaneità espressiva.
- Già diversi anni fa avevi lavorato all’adattamento italiano di Porco Rosso in vista di un’uscita mai concretizzatasi. Cosa è cambiato rispetto ad allora? Hai apportato modifiche sostanziali?
È vero, in questo caso ho scritto i dialoghi italiani e doppiato Porco Rosso per la seconda volta. La prima, circa otto anni fa, era stata per un’edizione a cura di Buena Vista, mai pubblicata. Rispetto ad allora ci sono stati molti cambiamenti di testo (il copione è tutto nuovo) e di svariate voci protagoniste. Sono stati eseguiti anche nuovi ed aggiornati provini. Non parlerei tuttavia di ‘modifiche’, quanto piuttosto di ‘correttivi’ e ‘migliorie’. Con l’accumularsi della mia esperienza e conoscenza, si spera solo che siano cresciute anche le mie capacità! E così, sia nella resa linguistica, sia nella ricerca e nella direzione degli interpreti, sono convinto di avere raggiunto oggi un risultato molto migliore di allora. Il merito però va in primis e soprattutto a Lucky Red, che a dispetto della logicamente ristretta distribuzione del film, ha riservato a Porco Rosso davvero grandissime risorse.
- Cosa ne pensi delle voci recenti che parlano di un sequel per Porco Rosso? Sarebbe la prima volta che Miyazaki torna su un suo personaggio, se si esclude il cortometraggio spin-off di Totoro realizzato per il Museo d’Arte Ghibli.
Di solito non seguo le voci, quindi anche di questa storia non ne sapevo nulla finché non è prepotentemente venuta fuori nelle interviste per l’uscita italiana di Porco Rosso e per la recente rassegna sullo Studio Ghibli in seno al Roma Film Festival, di cui sono stato curatore. Personalmente mi sembra alquanto strano che Miyazaki Hayao, notoriamente avverso ai sequel, torni proprio su una sua storia così particolare e così conclusa. Ma tutto è possibile, e la mia posizione resta sempre “quando un film esce, è uscito”. In effetti non solo non seguo le voci, ma neppure le notizie ufficiali sulle pubblicazioni future. Credo che concentrarsi si quel che ci sarà sia un modo per distrarsi da quel che c’è, un modo insomma per distrarsi dal presente col pensiero del futuro, e non credo sia bene.
- Puoi già anticiparci qualcosa sulle prossime uscite dei film dello Studio Ghibli?
Non sapendo assolutamente nulla, non sono in grado di farlo. È ragionevole pensare che la Lucky Red, vista la serietà che ha ben dimostrato nel distribuire persino cinematograficamente il catalogo dello Studio, sia interessata a proseguire nel proporre pellicole vecchie e nuove, ma al di là di questa semplice considerazione che chiunque potrebbe fare semplicemente osservando i fatti recenti, non ho informazioni.
- Grazie per il tuo prezioso intervento.
Sono io che ti ringrazio per l’interesse accordatomi e lo spazio concessomi! Auguro a tutti i lettori una buona visione di Porco Rosso al cinema e, a seguire, Ponpoko in home-video!
Intervista a cura di Carlo Tagliazucca


