Future Film Festival

Le opere-simbolo del FFF dal 1999

 

Sin dalla sua origine, il Future Film Festival ha creato un legame forte con le arti visive, affidando ogni anno ad un nuovo artista la realizzazione di un’opera originale, che è diventata di anno in anno l’immagine-icona del FFF, cercando sinergie e assonanze tra il cinema, le arti visive e la fotografia.

“Quale artista di oggi può ignorare il variopinto immaginario sintetico? (…) Una ristretta, ma significativa, selezione di artisti che proprio non ne prescinde ce la forniscono i manifesti cui, edizione dopo edizione è stata affidata l’immagine di Future Film Festival.”

Guido Bartorelli, Docente in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Padova

Mumble Mumble di Alex Pinna

FFF 1999

pinnaIl Future Film Festival nasce sotto il segno del Topo!
Il neonato FFF sceglie come sua prima immagine un’opera dell’artista Alex Pinna: un topo-embrione, un essere in via di definizione che non si sa ancora che cosa diventerà ma del quale si riconosce la paternità. Le orecchie, i guanti e le scarpine gialle sono inequivocabilmente ereditate dal DNA di Topolino. Mumble Mumble diventa icona di una manifestazione – e di una generazione – dalla identità non ancora definita ma dalle origini certe: il mondo del cartoon.

I lavori di Alex Pinna (1967, Imperia) realizzati negli anni ’94-’99 giocano intorno alla rielaborazione di immagini e vissuti provenienti dal mondo dall’infanzia e quindi legati indissolubilmente alle frequentazioni con il cartone animato. Alex Pinna ha esposto in diverse e importanti gallerie italiane quali Guidi&Schoen di Genova, Ronchini di Terni, Mimmo Scognamiglio di Napoli, Ciocca di Milano e in mostre collettive a Roma, Lugano, Bologna, Torino, Grenoble e molte altre città.

“Possiamo affermare, questo sì, che il nuovo ha radici nel vecchio, nei vecchi cartoon che saranno la storia del prossimo futuro”

Guido Bartorelli

FFF2000 di Laurence Gartel

FFF 2000

gartelIl secondo anno del FFF è segnato da una immagine del digital artist americano Laurence Gartel, pioniere della computer grafica. Un robot rigido e squadrato regge il numero 2000. Il topo-embrione di Pinna sembra aver preso qui una delle sue possibili identità.
FFF2000 è un’opera realizzata al computer così come tutte le opere di Gartel che fin da 1975 lavora sperimentando nuovi stili grafici e manipolando e trasfigurando immagini reali attraverso il digitale.

Le opere di Laurence Gartel (1956, New York) sono state esposte presso il Museum of Modern Art di New York, il Long Beach Museum of Art, il Princeton Art Museum, e sono presenti nelle collezioni permanenti del Smithsonian Institution’s Museum of American History e presso la Bibliotheque Nationale. Ha esposto in numerosissimi musei e gallerie statunitensi ed europee.

“Il topo-embrione di Alex Pinna, simbolo del Future Film Festival 1999, si è trasformato qui in un robot quadrato anni Settanta, con il viso ingenuo di un super-eroe buono anni Cinquanta, trapiantato nello spazio come un fungo su un mattone.”

Giulietta Fara

Biancaneve di Massimo Caiazzo e Alessandro Mendini

FFF 2001

mendiniGiocosa opera dai mille significati, Biacaneve è una piramide a sette facce ognuna delle quali custodita da uno dei nanetti del classico Disney Biancaneve e i sette nani del 1937. Un effluvio di simboli legati al numero 7 si rimandano l’un l’altro (7 le sfere celesti, 7 i nani, 7 le virtù, 7 i colori dell’arcobaleno, 7 le meraviglie del mondo…) dando vita ad un oggetto inedito, da lasciare ai posteri come sintesi della storia dell’uomo. Per la sua terza edizione FFF viene in contatto con il mondo del design coinvolgendo i due noti designer dell’atelier Mendini. Alessandro Mendini, ha contribuito negli ultimo anni ad “animare” oggetti di uso comune e ad introdurre nelle nostre case e negli spazi da condividere colore e gioco.

Alessandro Mendini (1931, Milano) ha diretto le riviste di architettura “Casabella”, “Modo” e “Domus”. Dagli anni ‘80 decisivo è stato il suo apporto nel rinnovamento del design italiano realizzando oggetti, mobili, ambienti, architetture e installazioni per marchi internazionali quali Alessi, Philips, Cartier, Swatch, Hermés, Venini. Ha vinto numerosi premi tra i quali il Compasso d’oro per il design nel 1981. I suoi lavori si trovano in vari musei e collezioni private.

“Immaginare un oggetto ‘futuribile’, cercare la forma, inventarne una funzione. Perché, cosa, come, quando, per chi? È come consultare un oracolo che risponde con altre domande: le ipotesi si moltiplicano all’infinito, mondi generano altri mondi.”

Alessandro Mendini, Massimo Caiazzo

Argilla di Stella di Pablo Echaurren

FFF 2002

echaurrenChe cosa c’entra una stella di terracotta con le nuove e più innovative tecnologie digitali e quindi con il Future Film Festival?
Vi sembra che non c’entri nulla? E invece è proprio Argilla di Stella di Pablo Echaurren a rappresentare il FFF2002 perché come sostiene l’autore: “la ceramica, la terracotta sembra il materiale più fragile, più deperibile, meno deputata a raffigurare l’idea di futuro. Ma invece, paradossalmente, è uno dei materiali che si trasporta nel futuro più di qualsiasi altro: ci sono intere civiltà di cui si ignora tutto, salvo magari un vasetto rimasto. Quindi si può dire che l’argilla rappresenta il futuro del passato.”
Ecco quindi il FFF2002 proiettarsi nel futuro sotto la sua buona stella che gli indica la strada della commistione tra i vari media e della contaminazione tra stili diversi, tra alto e basso, tra colto e popolare, tra serio e faceto.

Pable Echaurren (1951, Roma) dal 1972 ha esposto in numerose Gallerie e luoghi espositivi nazionali e internazionali tra cui Galleria Schwarz di Basilea, Marian Locks Gallery di Philadelphia, Galerie Springer di Berlino, Galleria La Margherita di Roma, Lens Fine Art di Anversa, Palazzo delle Esposizioni di Roma, Galleria Corraini di Mantova.

“Chissà se la nostra stella historiata riuscirà a viaggiare nel tempo, a surfeggiare sulle onde cronospaziali, a scavalcare i marosi dei secoli invidiosi che non lasciano trapelare troppe informazioni sul passato remoto che un dì saremo noi, quien sabe?”

Pablo Echaurren

Domestic fight: continue? (burning babe) di Marina Bolmini

FFF 2003

bolminiUn moderno Galata Morente in versione femminile. Una combattente da “picchiaduro” accasciata sul centrino della nonna. Un personaggio manga in versione statuetta di ceramica.
L’opera di Marina Bolmini per il FFF2003 mescola violentemente contraddizioni facendo convivere una moderna eroina da videogioco con i soprammobili e i merletti di un salotto retrò.

Marina Bolmini (1970, Vasto) negli ultimi anni ha esposto le sue opere presso la Quadreria Cesarini/WhiteCubeProject di Fossombrone nel 2008 presso la galleria Het Houde Raadhuis di Hoffdorp (Olanda) nel 2007, presso la Girondini Arte Contemporanea di Verona nel 2002 e in numerose mostre collettive.

“Passare dalla freddezza della tecnologia al calore della manualità di una tecnica artistica arcaica: eroi indistruttibili senza macchia e senza paura trasformati in maioliche, fragili simulacri da salotto che ti ricordano quotidianamente quanto la vita contempli la possibilità del fallimento.
Si può perdere.”

Marina Bolmini

Discroll with children di Michael Dumontier

FFF 2004

dumontierLa mascotte di FFF2004 è un pupazzo di stoffa, Discroll, che tiene in braccio due bambini piccoli che gli fanno da occhi.
Discroll, che può essere l’artista o il pubblico, dice: “Mi sono arreso al loro punto di vista, ora vedo come i bambini”. Una esortazione a recuperare lo stupore, la meraviglia e il senso del fantastico.

Michael Dumontier (Winnipeg, Manitoba, 1974) ha lavorato in coppia con Drue Langlois. Entrambi sono stati membri dal 1996 al 2008 del gruppo The Royal Art Lodge, produttore di disegni, video, musica e altri oggetti tra i più vari. Di recente Dumontier ha esposto alla Elizabeth Dee Gallery, New York; Perugi Artecontemporanea, Padova; Galeria Espacio Minimo, Madrid; Aliceday, Brussels e CCA Andratx, Mallorca.

“Sin dalla giovane età, il cinema d’animazione mi ha influenzato in maniera profonda e duratura. Ultimamente, artisti come il grande Hayao Miyazaki, mi ha dato la speranza che al mondo esista ancora la bellezza”

Michael Dumontier

Unidentified Flying Picture di Antonio Riello

FFF 2005

rielloAl Future Film Festival 2005 atterra un curioso oggetto volante: un U.F.O. dalle fattezze retrò interamente decorato da opere tratte da famosi dipinti del Tiepolo.
La divertente opera è di Antonio Riello, artista abituato a pungolare il pubblico con opere che sollecitano alla discussione e alla presa di coscienza.

Antonio Riello (Marostica, 1958) ha esposto i suoi lavori e le sue installazioni in numerosi musei e gallerie d’arte quali: Baltic, Gateshead/NewCastle UK; NGBK, Berlino; Mart, Rovereto; Musee d’Art, Saint Etienne; Kunsthalle , Vienna; Fondazione Pomodoro, Milano; PAC, Milano; Palazzo Delle Papesse, Siena; Neue Galerie, Graz; Chelsea Museum Of Art, New York Usa; Elgiz Museum, Istanbul.

“Sono uno di quelli a cui piace pensare che la realtà sia solo una delle tante stravaganze della fantascienza”

Antonio Riello

Switch di Sébastien Roux

FFF 2006

superdeuxUn robottino innocuo ma dallo sguardo minaccioso è la mascotte dell’edizione 2006 di Future Film Festival.

Opera di Superdeux, studio composto dai francesi Sébastien Roux e Stéphane Huleux, Switch è il prototipo di un giocattolo che si può annoverare all’interno del movimento Urban Vinyl Toys: giocattoli non prodotti in serie ma oggetti da collezione a metà tra opere d’arte, cartoon e cartone animato.

“L’immagine è tutto, oggi, è il falso e il vero: nessuno può distinguere e separare questi due aspetti”

Sébastien Roux

Arto Contemporaneo (Small Green Foot) di Laurina Paperina

FFF 2007

laurinapaperinaPer la nona edizione Future Film Festival ha affidato la sua immagine alla giovane artista Laurina Paperina, che si è fatta conoscere per una serie di lavori tutti giocati su un linguaggio scarno e coloratissimo, che civetta con le infantili ingenuità del dilettante, ma lo fa sulla base di una raffinata perizia tecnica.
A simboleggiare il FFF2007 è quindi un piedino verde a pois con unghie smaltate di rosso, appartenuto probabilmente ad una vezzoso mostricciatolo.

Laurina Paperina (Rovereto, 1980) ha esposto di recente nelle seguenti gallerie: Lincart Gallery, San Francisco; Travesia Cuatro Gallery, Madrid; Galerie Magda Danysz, Parigi; Siemens ArtLab / Galerie Ernst Hilger, Vienna; Perugi artecontemporanea, Padova; Freight + Volume Gallery, New York City; Erdmann Contemporary Gallery, Cape Town.

“L’Arto Contemporaneo prende corpo da un fumetto di Laurina e atterra a Bologna per fare un piccolo sgambetto verde all’arte contemporanea (…)”

Guido Bartorelli

Decennale del Future Film Festival: eroi del quotidiano

FFF 2008

2008-2Dalla scultura alle fotografia: per festeggiare il suo decennale, FFF chiede al suo pubblico di giocare con l’immaginario del Festival proponendo idee per la realizzazione di scatti fotografici. Il risultato sono 4 fotografie che ritraggono notissimi super-eroi o oggetti feticcio del cinema all’interno di contesti ordinariamente quotidiani.

Nel mondo FFF: una Wonder Woman con constumino d’ordinanza prepara la cena sbattendo le uova; alla gastronomia sotto casa si taglia la mortadella con la spada laser di Guerre Stellari; L’Uomo Ragno e Batman discutono animosamente in mutande, aspettando alla lavanderia automatica che la loro tuta sia pronta; Catwoman al bar sorseggia pensierosa un cappuccino.

Il riadattamento fotografico è stato fatto da Alessandro Ruggeri, lo storico fotografo di FFF.

Equilibrismi di fantasia di DEM

FFF 2009

demÈ la volta del wallpainting. L’immagine-simbolo dell’undicesima edizione è dipinta su un muro della biblioteca Casa di Khaoula di Bologna, realizzata da DEM, artista multiforme e ironico capace di creare personaggi bizzarri, creature surreali, abitanti di uno strato impercettibile della realtà umana, enigmatico ed arcano.
Il volto dell’undicesima edizione del FFF è quindi quello di nuove creature, personaggi che nascono dall’unione di forme umane e animali, piante e fiori che introducono lo spettatore al flusso di immagini, in animazione o live action, proposte dalla manifestazione.

DEM (1978, Cotogno) ha esposto alla Galleria Stamperia Squadro nel gennaio 2009 nella prima personale italiana a lui dedicata dallo stesso Future Film Festival nell’ambito di ArteFiera Off. La sua produzione di wall-painting è molto vasta, e realizzata perlopiù all’interno di fabbriche abbandonate, scelte come sfondo ideale per i suoi lavori. DEM ha realizzato inoltre disegni per varie pubblicazioni, gli è stata dedicata una personale alla Oro Gallery di Goteborg e ha partecipato alle mostre Street Art, Sweet Art al PAC di Milano, Street Lab alla Stazione Termini di Roma e Nomadaz alla Scion Installation di Los Angeles.