L'Associazione

Associazione Amici del Future Film Festival

trasformiamo la tecnologia in arte

 

Chi siamo

L’Associazione Amici del Future Film Festival ha lo scopo di promuovere la cultura cinematografica legata ai temi del futuro e della tecnologia, e vuole promuovere le scienze legate all’immagine in movimento, sia presso un pubblico di giovani adulti che di studenti. L’Associazione ha sede a Bologna, città aperta alla ricerca sul cinema, dalla Cineteca di Bologna al DAMS, fino alle molte realtà produttive del territorio. Di concerto con le istituzioni, l’Associazione opera anche a favore di bambini e adolescenti, creando percorsi laboratoriali per imparare a fare il cinema d’animazione, e con gli effetti speciali. L’aspetto educational è quello che più ci piace, con il desiderio di educare le nuove generazioni ad utilizzare in modo creativo le tecnologie che hanno a disposizione, senza abusarne. Ci piace anche contribuire alla diffusione di opere cinematografiche che non hanno (ancora) o non hanno avuto (mai) una distribuzione nazionale. Negli anni, l’Associazione è cresciuta e il Future Film Festival, che l’Associazione promuove da 20 anni, è diventato il primo evento italaino e di portata internazionale, con relazioni importanti in Spagna, Stati Uniti, Giappone, Francia, Brasile, Estonia, Iran, Russia, Inghilterra, Corea, Cina, Emirati Arabi. Il board of honor del Festival conta personalità quali: Bill Laswell (musicista, compositore americano), Leslie Iwerks (regista, nipote di Ub Iwerks, creatore di Mickey Mouse), Bruno Bozzetto (regista, animatore italiano), Joe Cornish (regista americano), Peter Lord (regista inglese e co-fondatore della Aardman Animations), Priit Parn (regista, animatore estone), Silvia Pompei (animatrice italiana che attualmente lavora alla serie The Simpsons in USA), Bill Plympton (regista, animatore americano), Ikue Mori (musicista, compositrice giapponese), Raul Garcia (regista americano), Bruce Sterling (scrittore, saggista americano), Barry Purves (regista, animatore inglese), Beto Shibata (graphic designer brasiliano). L’Associazione lavora con artisti del calibro di Alessandro Mendini, Massimo Caiazzo, Laurina Paperina, Superdeux, Laurence Gartel, Antonio Riello, Pablo Echaurren, Luigi Presicce, Andrew Spradbery, Kensuke Koike, Eleuro, DEM, Matteo Capobianco (Ufo 5), Michael Dumontier, Marina Bolmini, Alex Pinna, Studio Croma

Perché Future Film Festival

 

FUTURE FILM FESTIVA
IL CINEMA DEL FUTURO | IL FUTURO (NON SOLO) DEL CINEMA

 

Il Future Film Festival nasce alle soglie del 2000, anno emblematico di un futuro imminente e lontanissimo allo stesso tempo, che Kubrick già alla fine degli anni Sessanta raccontava con un visionario messaggio: "Il fatto terribile riguardo all'universo non è la sua ostilità ma al contrario la sua indifferenza. Per quanto sia vasto il buio là fuori noi dovremo sempre supplire con la nostra piccola luce". (Stanley Kubrick, 1969).

Il futuro visto come grande ignoto e come momento di ripensamento della figura dell'uomo nell'universo e in una scala cosmica. "La distruzione dell'universo non avrebbe alcun significato se guardata dal punto di vista di una grandezza cosmica".

Anche il cinema alla fine degli Anni Novanta subiva grandi trasformazioni e andava incontro all'ignoto. Il computer diventava centrale nell'elaborazione delle immagini e allo stesso tempo nella vita quotidiana delle persone (email, World Wide Web).

Dalla presenza 'intelligente' di un computer in 2001 Odissea nello spazio, futuribile visione del genio di Kubrick, si passa ai computer in grado di generare immagini in movimento.

E la finzione, il gioco tra reale e virtuale, l'incursione di attori reali in scenari virtuali, o personaggi digitali in set reali, crea la più magica illusione di tutti i tempi, quella sognata già da George Meliès. Il cinema d'animazione, segno magico della finzione per eccellenza, non può che entrare a pieno titolo in questo universo.

Anno 2006. Il Time Magazine mette come person of the year uno schermo del computer con scritto YOU.  Nel sottotitolo la spiegazione "Si, tu controlli l'era dell'informazione. Benvenuto nel tuo mondo."

Lo stesso cinema si appropria di questa evidenza: sempre più diventano importanti esperienze extra-wide screen come i video games, YouTube (nato appunto nel febbraio 2005), i mobile devices, le serie, il cinema come giostra con gli occhiali 3D, fino alla VR di oggi che rende protagonista lo spettatore, trasformandolo in player.

Di più, oggi il produttore di immagini deve confrontarsi con tanti altri produttori 'amatoriali'. La definizione open source, o opera aperta se la vogliamo chiamare 'alla vecchia', entra con diritto anche nel mondo del cinema.

Come afferma Guido Bartorelli in Art Tube (edizioni Cleup 2010), uno dei film emblematici di questo cambiamento di rotta del rapporto tra cinema, produttori e spettatori è Be Kind Rewind di Michel Gondry (2008). "Sono i consumatori che si appropriano liberamente dei film che amano (...). In questo modo un’intera collettività diventa prosumer." Dove non è tanto importante l'alta qualità dell'immagine, quanto invece la sua trasformabilità, che la rende vicina a noi.

Ecco il grande garbuglio da cui, infine, traiamo contenuti e ispirazioni per il programma del fFuture Film Festival.

 

"Il film non ha ancora percepito il suo vero senso, le sue reali possibilità... esse consistono nella possibilità che gli è peculiare di portare all'espressione con mezzi naturali e con una capacità di convincimento assolutamente incomparabile ciò che è magico, meraviglioso, sovrannaturale". (Walter Benjamin, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica, Einaudi ristampa 2000).

 

Giulietta Fara, direttore Future Film Festival

 

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