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Future Film Kids presenta: il pazzo mondo di Tex Avery

Domenica 9 dicembre alle ore 16 presso la Casa delle Associazioni del Baraccano, via Santo Stefano 119/2 proiettermo un'antologia di cortometraggi classici firmati da uno dei nostri animatori preferiti, il geniale Tex Avery.

Come sempre, i nostri pomeriggi al Baraccano si aprono con giochi e laboratori per bambini euna merenda, seguiti dalla proiezione.

Ore 16 Laboratorio

Ore 17 merenda

Ore 17.30 proiezione

Per info e prezzi 

 

Chi è Tex Avery

 

«In a cartoon you can do anything». Questa è la frase che emerge più spesso quando si fanno ricerche su Frederick Bean Avery, universalmente conosciuto come Tex Avery, più raramente citato come Fred Avery, e guardando una manciata di sue opere ci si può facilmente fare un’idea del perché. Avery è infatti il più scatenato, inventivo e anarchico degli animatori dell’epoca d’oro dei cortometraggi animati (anni ’40 e 50’, quando al cinema, prima del film in cartellone, veniva sempre proiettato un corto), l’unico in grado di scardinare completamente il canone realistico imposto negli anni ’30 dalla Disney all’animazione americana.

 

Nei suoi film comici i corpi dei personaggi si deformano, vengono piegati, strizzati, schiacciati, ed i suoi personaggi hanno reazioni emotive estremizzate fisicamente fino all’inverosimile. Ad esempio, il suo celebre Wolf, un lupo antropomorfo e benvestito, alla vista della conturbante Cappuccetto Rosso, strabuzza gli occhi fino a farli uscire dalle orbite, non riesce a contenere il cuore che gli fuoriesce dal petto ed ulula scomposto perdendo momentaneamente il suo contegno umano.

Il ritmo dei cartoni di Avery lascia ancor oggi attoniti, per la perfetta escalation di eventi sempre più catastrofici, per il dinamismo isterico dei suoi personaggi, ben più collerici e imprevedibili dell’irascibile Paperino, per l’abbandono progressivo di ogni logica e consequenzialità in favore dell’iperbole spettacolare.

King Size Canary, ad esempio, è una delle più perfette macchine spettacolari di tutti i tempi, un cartoon dal ritmo perfetto che fa del nonsense e dell’accumulo la propria stessa ragione d’essere. I personaggi sono mossi unicamente dall’istinto di sopravvivenza, c’è chi deve mangiare a tutti i costi e chi non deve farsi mangiare, e per raggiungere il loro scopo sono disposti a tutto. Ovviamente i più deboli, ovvero il topo e il canarino, sono i più furbi, e sfruttano le loro scarse dimensioni per depistare gli inseguitori promettendo loro prede più sostanziose. 

Il ritmo del corto si impenna definitivamente ed inesorabilmente quando entra in scena la boccetta di fertilizzante, che utilizzata a turno da canarino, gatto, cane e topo, innesca un’inarrestabile escalation di eventi catastrofici di scala sempre più ampia, che culmina genialmente in un nulla di fatto: gatto e topo hanno bevuto talmente tanto fertilizzante da diventare più grandi del loro pianeta e sono costretti a fermarsi, uscendo dai loro personaggi e salutando il pubblico come se fossero attori.

Il genio di Avery sta tutto nella capacità di rilanciare continuamente l’azione variando il rapporto tra un personaggio e l’altro a seconda della sua dimensione del momento, e nel ridefinirne il rapporto con lo spazio. Gli inseguimenti cominciano nei corridoi di casa, continuano per le strade e finiscono nel cielo, con i personaggi intenti solo a seguire i propri istinti, incuranti del fatto che il loro mondo si fa sempre più piccolo. Emblematica a questo proposito è la scena in cui il topo si nasconde nel tunnel della ferrovia ed il gatto tenta di afferrarlo infilando la zampa nel buco, esattamente come avrebbero fatto nella vita quotidiana.

Se i personaggi non fanno caso a quello che li circonda, ne è invece consapevole lo spettatore, visto che Avery li inquadra sempre in campo lungo, immersi nell’ambiente,fino al colpo di coda finale, in cui il ritrmo della crescita diventa iperconcitato e l’inquadratura diventa stretta, incollata ai contendenti con il cielo come sfondo. E qui Tex piazza il colpo di coda finale: celando il contesto allo spettatore, lo spiazza esattamente come spiazza i suoi personaggi, allargando l’inquadratura per mostrarci gatto e topo in piedi, in equilibrio sul minuscolo pianeta Terra. Diavolo di un Tex Avery!