News

Grande successo per la mostra Is It Future Is It past: Storia degli effetti speciali al cinema

Si è chiusa da pochi giorni la prima grande mostra italiana sulla storia degli effetti speciali al Cinema, registrando un'affluenza record di circa 135000 visitatori in un mese di tenitura.

La mostra, a cura di Giulietta Fara, Oscar Cosulich, Carlo Tagliazucca e Luca Della Casa, si prefiggeva il compito di raccontare la storia degli effetti speciali in 20 tappe, attraverso la visione dei making of di 20 film fondamentali secondo il giudizio dei curatori.

Da Méliès a Blade Runner, da King Kong a Gli Argonauti per arrivare fino ad Avatar e ai mondi virtuali di Ready Player One, il viaggio proposto ha toccato tecniche, autori e artisti italiani ed internazionali che hanno lavorato con gli effetti visivi. 

Un allestimento fatto di casette di legno e arredi vintage che contrastava magnificamente con le immagini tecnlogiche mostrate dai tablet, accoglieva lo spettatore e lo guidava all’esplorazione di 20 tablet contenenti altrettanti filmati.

Nel mese della mostra abbiamo visto ogni genere di visitatore approcciarsi ai filmati: dai semplici curiosi, che rimanevano affascinati sia dai making of dei film più celebri, agli appassionati che venivano apposta per lasciarsi incantare dalle immagini di classici meno noti come quelli di Jan Svankmajer o Karel Zeman, ai bambini, che con grande piacere e soddisfazione abbiamo visto incontrare per la prima volta, con gli occhi spalancati, King Kong, Godzilla o Il Ladro di Bagdad

La mostra era accompagnata da un catalogo, richiedibile all'indirizzo segreteria@futurefilmfestival.org, contenente saggi critici e schede dei film scelti, tutti firmati dai quattro curatori.

Dall'introduzione di Giulietta Fara, citiamo un testo che ben racconta lo spirito della mostra:

"Future Film Festival da sempre ha indagato e indaga gli effetti visivi e l’animazione come un unicum, un complesso articolarsi del linguaggio animato anche laddove sembra prevalere il live action. Le immagini animate o di sintesi presenti in film “dal vero” fanno il paio con quelle “puramente” d’animazione, siano esse realizzate con tecnica stop-motion, CGI, cel animation, pixillation, rotoscopio o altro. L’animazione, anche sotto forma di effetto speciale, racconta la transizione del cinema come mezzo moderno ad un’epoca contemporanea, fatta appunto di sintesi, colori piatti e forti, linee nette, immagini a bassa risoluzione, pupazzi al posto di figure fotografate.

Con la mostra IS IT FUTURE IS IT PAST abbiamo voluto simbolicamente unire il numero venti (come le edizioni sin qui fatte del Future Film Festival) con una selezione delle opere che, in oltre cento anni di storia del cinema, rappresentano alcune tappe fondamentali per i cambiamenti di stile nell’uso degli effetti speciali.

Se Meliès è acclamato come il padre degli effetti visivi, e di tutto ciò che contraddistingue il cinema di montaggio, di finzione, di magia, il nostro viaggio non può che partire da lui per poter aprire una strada, seppure non sempre dritta, alla ricerca di tappe da validare con il minimo comune denominatore di una aggiunta, una modifica, una carico di novità rispetto a ciò che è stato fatto in precedenza a favore della “corrosione” della pellicola con l’”acido” degli effetti visivi, dell’animazione.

Gli effetti visivi creano la finzione laddove c’è una ripresa dal vero, togliendole dunque l’autorità della verità ma garantendo una buona dose di fantasia, invenzione, sorpresa, imprevisto, slapstik, scifi, fantasy, magia. Come degli investigatori, in questa mostra si è cercato di trovare l’elemento contemporaneo in un mezzo “moderno” come quello del film."