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La storia della Principessa Splendente proiettato in Piazza Maggiore

Il nostro omaggio a Isao Takahata non è finito: dopo la magnifica e affollata retrospettiva che abbiamo dedicato al grande regista giapponese poche settimane fa, presentermo nuovamente La storia della Principessa Splendente in collaborazione con la Cineteca di Bologna e Schermi e Lavagne, nell'smbito della rassegna Sotto le stelle del Cinema nella magnifica cornice di Piazza Maggiore, Bologna, "il più bel cinema del mondo".

Segnatevi la data: domenica 8 luglio, ore 21.45, Piazza Maggiore, Bologna. Ingresso libero.

E' ancora un onore omaggiare uno dei grandi registi della storia del cinema, non solo d'animazione,  recentemente scomparso, mostrandone il canto del cigno, l'opera più ambiziosa e complessa, summa di un'intera vita.

Il Film

In un giorno di primavera, un anziano tagliatore di bambù trova nel fusto di una pianta un piccolo essere misterioso ed elegante dalle sembianze di bambina, che decide di adottare. La natura divina della bambina si fa presto evidente: ogni esperienza che vive la fa crescere sia mentalmente sia fisicamente così velocemente che in pochi giorni, diventa una vivace ed allegra ragazza.

Lo studioso Enrico Azzano scrive "La storia della principessa splendente ci indica un sentiero difficile da (ri)percorrere, rielaborando un immortale patrimonio narrativo ed estetico: l’animazione è Arte, è un lavoro certosino, è il tempo passato su ogni singola tavola, è contenuto, storia, emozione, è un vitale intreccio tra realtà e fantasia, è immaginazione al potere. La storia della principessa splendente è il trionfo dell’animazione, dei colori, dei tratti, delle intuizioni grafiche; è arte, sperimentazione e innovazione con potenzialità e budget commerciali.  Takahata tesse un capolavoro, accompagnato dalle note di Joe Hisaishi, intrecciando classicismo narrativo e sperimentazione estetica, andando volontariamente contro le regole non scritte dell’animazione da box office." Da www.quinlan.it

Chi non l'ha mai visto non può perderlo, difficilmente si riuscirà a rivederlo su uno schermo altrettanto grande e in una piazza altrettanto suggestiva. Solo uno schermo enorme può restituire la generosità visiva e narrativa di Takahata, che con questo film regala almeno una sequenza da storia del cinema, quella della fuga disperata della Principessa dall'opulenta e odiosa società dei ricchi, una lunga corsa girata con furia inaudita, in un tripudio di colori e linee cinetiche che lascia senza fiato.